Poi ne capitano altri non così di rado in cui l’artista è all’altezza ma non il pubblico, o il contesto nel suo insieme. E non mancano quelli in cui è il fotografo amatore a storcere il naso: luci troppo soffuse o troppo calde o troppo schizofreniche per resa visiva, così insopportabili da costringerlo a fare le acrobazie tra tempi sufficientemente bassi, diaframmi accettabili e rumore non così mortalmente alto, iso permettendo. Bene, tutta questa lunga e noiosa premessa per dire che a volte, anche rimanere fermo al palo con la mia reflex non è proprio un male.

Odo dal profondo del mare e dall sul vento tempestoso un lento lamento sulla spiaggia, il lamento della fanciulla di Barra. Oltre il Castello di Kisimul le barche navigano veloci, e la ragione del mio dolore e chè una di loro non ritornerà a gettare l nonostante le mie preghiere. Noi, amore caro, non parleremo più dolcemente insieme, la fanciulla delle onde ti desidera e ti ha avvolto nei suoi capelli d La mancanza del mio fidanzato mi tortura divento grigia come l d lo spirito vitale se n andato, decomposto, l e la gioventù per sempre svaniti’Seathan Mac Rìgh Eireann’ (John il figlio del Re d è un canto molto antico, in origine un lamento funebre(Cumha Sheathain =Lament For Shehan) poi diventato una waulking song (vedi), largamente diffuso per le Highlands e le Isole della Scozia è ancora cantato anche se solo parzialmente nelle Isole Ebridi.

Alla terza partita però astutamente il dio esclamò che il vincitore chiederà sarà suo così questa volta Midir vinse e chiese come premio un bacio da Etain. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n.62 del 7.03.2001. Le immagini e i testi inseriti in questo sito sono raccolti in rete e sono quindi considerati di pubblico dominio.

Attraverso il dramma psicologico di Sawyer Valentini, interpretata da una brillante Claire Foy (Golden Globe per il suo ritratto di Queen Elizabeth II in The Crown), Soderbergh ci fa penetrare nell’inconscio di una persona traumatizzata in modo irreversibile. Non sembra esserci alcuna via d’uscita una volta che la vita è stata invasa, segnata, ferita. Il thriller si fa claustrofobico man mano che le pareti si riavvicinano e le inquadrature si restringono..

Questo, a mio parere, per quanto possa riscontrarsi in Cloud Atlas, fa del film l fiera del buonismo popolare. Non nego che si tratti di un film ben fatto e piacevole, tuttavia non d affatto gli spunti di riflessione che dicono voglia dare: la filosofia pensiero, ed un film dove i buoni sono buoni, i cattivi sono cattivi, non fa affatto pensare: d la pappa pronta e, semmai, pu far religione. Non si vede mai, o quasi, l della VERA natura umana, quella ambigua, indecisa, contraddittoria natura in cui non c una personalit buona ed una cattiva nei panni di mostro verde e brutto, che d suggerimenti sbagliati (cito un personaggio in particolare) che la parte buona non deve ascoltare, bens una sola personalit che agisce spinta dalle forze di un dramma personale che non necessariamente pazzia e che spesso la porta a compiere atti immorali non solo per mero gusto di crudelt o codardia.