La scrittura rinuncia ai belletti optando per un’aderenza piena e realistica, per quanto alterata dalla prospettiva in soggettiva. E’ frenetica, compulsiva, infarcita, ridondante e profondamente discontinua, tutta salti, anticipazioni, flashback e ritorni ossessivi, come il flusso schizofrenico di informazioni nel grande baraccone televisivo o come l’intrecciarsi quasi fisico delle voci nei ricordi “frammentari e corrosi” del protagonista, presentati come “in un sognante montaggio cinematografico”. Nondimeno rivela una sua rigorosa coerenza e sa essere scorrevole, come una materia magmatica che avanzi…