Pazienza allora se in questa cornice narrativa, a metà fra Looney Tunes e Mamma ho perso l’aereo, si muovono personaggi che il trattamento Gluck ha reso praticamente irriconoscibili: Peter Rabbit è un egocentrico manipolatore, più simile all’Alvin dei Chipmunks che al roditore originale, e intorno a lui si aggirano caratteri vagamente devianti, sballati, certamente inimmaginabili dalla timida scrittrice del Novecento. Ed è proprio qui, nel tratteggiare il mondo intorno a Peter, che Gluck e Lieber rivelano la loro anima più…