Giovane, praticavo la boxe (che mi ha cambiato i connotati), ero un calciatore promettente, ho sempre fatto sport e quando volevo fumarmi una sigaretta, di nascosto dai genitori, salivo sul tetto, passeggiando da un palazzo all’altro come un gatto ricorda con nostalgia. Ma la scena più buffa, ci racconta Paul, era quella che recitava ogni volta che andava a trovare sua madre. Sospendeva al corrimano delle scale, al quinto piano, agitando le gambe nel vuoto, come faceva nei film, terrorizzando…