Per quanto sbarazzino e demodé, Ames non risparmia alcune stoccate feroci al bel mondo degli artisti e degli intellettuali da operetta, descritti non a caso come pazzoidi frustrati e perversi chiusi in una sorta di grande gabbia dorata e senza più il minimo contatto con la realtà. Una visione lucidissima al di là del delizioso artificio letterario, ironica fino al grottesco ed in parte, presumibilmente, anche autocritica. Senza mai rinunciare ad una sottile vena pessimista, se anche l’amore si riduce…